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Telecom Italia spinge all'estero il traffico italiano

Continuando la propria strategia di minimizzazione, dopo avere suggerito che gli ISP italiani starebbero polemizzando per risparmiare poche migliaia di Euro all'anno, Telecom Italia sostiene che il depeering attuato questa estate riguarderebbe solo qualche piccolo operatore.

Questo non è strettamente non vero, perché nella pratica già da molto tempo impedisce o scoraggia le interconnessioni in Italia con i grandi carrier globali.

Il risultato della disconnessione unilaterale da parte di Telecom Italia di un grande numero di ISP e hoster italiani è che quando i suoi clienti accedono ai propri siti o leggono l'email presso questi fornitori, il traffico spesso passa per Francoforte o Parigi. Secondo una stima veloce questo riguarda oltre un quarto dei domini .it.

Le implicazioni di privacy e sicurezza nazionale non possono essere trascurate: se i clienti di Telecom Italia per leggere la propria posta devono transitare dall'estero diventa molto più facile per un Paese straniero intercettare il loro traffico. Considerazioni di questo genere sono già state fatte dai politici di diversi paesi, compreso il nostro...

Telecom Italia Sparkle, il carrier internazionale di Telecom Italia, da un paio di anni è ritenuto essere un Tier 1. Questo in pratica significa che non compra connettività da nessuno per raggiungere terzi e può raggiungere chiunque solo grazie ai propri peering con gli altri Tier 1. (Questa mia presentazione spiega concetti come peering e transito).

Esaminiamo brevemente i suoi peering italiani, tutti a Milano. I risultati di questa piccola analisi sono riproducibili da chiunque osservando traceroute e rotte BGP, quindi sono oggettivi e difficilmente contestabili.

GTT (ex Inteliquent, ex Tinet, ex Tiscali International, ex Nacamar: una storia di acquisizioni complicata...) ha una interconnessione, ma è satura e per non avere cattive prestazioni parte del traffico viene comunque scambiato a Parigi e Francoforte. Ha dichiarato pubblicamente che Telecom Italia rifiuta da oltre un anno di fare l'upgrade necessario a Milano: pare che in tutto il resto del mondo si possano fare, ma in Italia proprio no.

NTT Communications, arrivata da poco in Italia, ha imposto qualche mese fa di attivare una interconnessione grazie alla sua posizione di forza che le deriva dal essere stata in passato uno dei transit provider di Telecom Italia. Si è immediatamente saturata e da diverse settimane dicono ai clienti che stanno lavorando a un upgrade, ma ancora non è stato fatto e nel frattempo non è utilizzabile.

Tata Communications faceva peering al MIX, ma non ne trovo più traccia.

Anche Global Crossing faceva peering al MIX, e anche questo è sparito. I miei commerciali, interrogati a riguardo più volte, si sono chiusi nel silenzio.

Mi dicono che Level3 abbia una interconnessione, ma sia mantenuta così piccola da essere inutilizzabile: di sicuro nessuno ha mai visto passarci del traffico.

Cable & Wireless Worldwide (che nel 2012 è stata acquisita da Vodafone, ma è ancora una rete indipendente) e Sprint hanno una interconnessione, ma comunque da molti anni non sono più fornitori di transito rilevanti nel mercato italiano.

Deutsche Telekom ha una interconnessione, ma non è mai stata rilevante nel mercato italiano.

Come è evidente, da questa lista mancano del tutto altri grandi carrier, alcuni anche più importanti della stessa Telecom Italia. A titolo di esempio cito solo Cogent.

La nuova politica di peering italiana di Telecom Italia non è mai stata resa nota con precisione, ma mi risulta che gli unici soggetti con cui fa settlement free peering nazionalmente siano Wind, Fastweb, BT-I.Net e GARR (la rete delle università e della ricerca). Alcuni sono grandi reti di accesso, mentre altri non sono certamente "operatori di telecomunicazioni suoi pari" e suggeriscono che il criterio usato sia piuttosto elastico.

Quello che si vede in pratica è che Telecom Italia, in Italia, ha attivamente adottato una politica che la porta a non avere interconnessioni ben funzionanti con nessun grande carrier internazionale da cui si possa comprare connettività. Questa politica riguarda esclusivamente il mercato nazionale, perché se non facesse peering con gli altri Tier 1 nemmeno all'estero non potrebbe rimanere nel club...

Naturalmente il peering è una relazione bilaterale e partecipare non è obbligatorio, però è giusto discutere delle ripercussioni tecniche e politiche delle decisioni prese da Telecom Italia, l'operatore dominante nel mercato della connettività.

Gli articoli precedenti:

(Errata corrige: Vodafone era stata erroneamente elencata tra gli operatori interconnessi a Telecom Italia, ma anche i loro clienti sono raggiunti dall'estero tramite carrier terzi.)

(Aggiornamento: a febbraio 2014 non risulta più una interconnessione con il Vaticano.)

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