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Wikipedia censurata dai principali ISP britannici

Nel Regno Unito non esiste un regime di censura imposta dalla legge come in Italia, però i principali provider impediscono "volontariamente" l'accesso a certi siti sotto la duplice minaccia di un intervento legislativo da parte del governo e di una caccia alle streghe da parte della stampa. La lista dei siti da bloccare è segreta e gestita dalla Internet Watch Foundation, una organizzazione privata che non risponde all'esterno del proprio operato.

Ufficialmente non è spiegato come è stata implementata la censura, ma alcuni anni fa Richard Clayton aveva descritto in modo abbastanza dettagliato l'implementazione di BT chiamata Cleanfeed (da non confondersi con l'omonimo filtro antispam per news server a cui ho lavorato per un paio di anni) ed è stato verificato che è simile a quella usata anche dagli altri: il traffico destinato al IP di ogni sito della lista viene inviato invece a un proxy trasparente, che blocca gli URL specifici. Questo in teoria dovrebbe ridurre al minimo indispensabile il materiale bloccato, ma in pratica causa effetti collaterali molto gravi.

Un primo problema è che siccome tutti i clienti di un provider sono visti arrivare dallo stesso IP (quello del proxy) vengono bloccati e limitati in vari modi dalle misure anti-vandalismo di Wikipedia. Un altro è che i proxy usati da alcuni di questi ISP non sono dimensionati per reggere il traffico diretto verso Wikipedia e lo rallentano moltissimo.

È stata bloccata la fotografia della copertina dell'album Virgin Killer degli Scorpions, un gruppo metal tedesco degli anni '70 e '80, e la voce relativa all'album stesso. L'immagine raffigura una bambina seminuda, ma in pratica non mostra più di quanto non si veda normalmente in estate sulle spiagge, e la stessa modella da adulta ha spiegato che non la considera un abuso.

L'ironia abbonda: la stessa immagine è visibile su centinaia o migliaia di altri siti e IWF ha bloccato proprio quello in cui è spiegata la sua storia e perché è controversa. Secondo una mia fonte britannica che ha discusso il problema con IWF non si tratta di un errore ma di una decisione presa dopo essersi consultati con la polizia.

A questo punto non mi sento di fare previsioni, non so dire se IWF ribadirà ufficialmente la sua posizione o ammetterà un errore. Gli interessati possono seguire la discussione su Wikipedia.

A futura memoria (non si sa mai che torni utile), questi sono gli IP noti dei proxy: 62.24.251.240, 62.24.251.241, 62.30.249.131, 89.167.221.3, 193.195.3.40, 193.195.3.41, 212.134.155.210, 212.159.3.234.

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